Archivio mensile:settembre 2014

Perché (7)

Ma poi nessuno in fondo. Una domanda oziosa che si fa sui tre anni a sostituire le perdite; e a costruire il mondo principale attraverso il disvelamento dell’impotenza del davanti Grande. L’idealizzazione li congelerà in un superstrato sublime dove diventeranno monodirezionali, ciechi alla propria origine, strumentali, così che sarà impossibile stabilire la motivazione  del percorso che conduce quasi sempre, qui, al Castello e alle sue derivazioni.

Ieri così, utilizzando la stradina sterrata che porta alle Case dalle Stanze di Sopra e utilizzando i prati che serve, il bambino si è messo a piangere perché lo si è costretto a salire davanti e il bambino si è messo a piangere perché l’aquilone non decollava; due pianti quasi uguali e il corpo bloccato da una sorta di paralisi, le manine chiuse, la bocca spalancata e la faccia rivolta verso il cielo a chiedergli qualcosa, o meglio a maledirlo. Un bambino offeso, una maestà lesa, l’indignazione più autentica.

Noi camminiamo con lui, dopo aver guidato i veicoli potenti che ci hanno portato sul posto, e sotto la paura è uguale e sotto, a piedi, abitiamo questi luoghi ardenti come fossero draghi venuti a salvare e castelli da cui si affacciano ragazzette recluse e facciamo i fossati e ci mettiamo i piranha caribe. O spostiamo il complesso altrove spianata la strada in modo che tutti possano entrare, la biondina scende dalle scale libera, i pesci all’Orinoco, i pensieri dentro il cielo, che ha sostituito quello rotto.