Perché (4)

L’amore non erano riusciti a costruirlo. Girava voce che fosse un’entità indimostrabile. Con l’aiuto del progetto “A pezzi” e del  libretto d’istruzioni “Rubato” avevano arrangiato un catafalco ma nessuno ebbe un’idea precisa di cosa trasportare finché non arrivarono le fotografie del mondo amante. Qualcuno di non ben precisato le spediva da un luogo stabile. I motivi del gesto rimangono oscuri. Sappiamo che il mondo amante avrebbe potuto avere l’insignificanza del facile e che i tratti apparenti non avrebbero necessariamente formato attributi riconoscibili a occhio nudo così tutto quello che arrivò arrivò sfuocato.

Non per questo questo ritratto di amante non disse loro nulla, anzi li incitò a rivedere l’impalcatura (anche se non la disfarono) e a toglierle drappi e finiture, almeno fino all’arrivo del disco del mondo amato. Qualcuno di molto noto lo divulgava da un paese lontano. Diceva molti i love you nel centro e ai bordi  di una musica ineffabile e sembrava che le parole fossero l’estensione di questo suono preciso tanto ci stavano bene su. Si guardarono dentro: avevano avuto tutti quella febbre sbagliata. Una purezza scafata prese a cantare:

” non sono tue le domande, cosa domandi a fare. Non sono tue le risposte, a chi rispondi ancora. Guarda come barcolli quando alcun cane abbaia e come cerchi senza luce una fossa la strada e come cerchi cieco le isole del completamento e della direzione e come stai sempre qui a provare a darti un intero nome:  che ti chiamano tutti con quello che è il tuo vero e che è il nome del cane che abita la cuccia del loro pensiero.”

Andarono dalla purezza e la presero a botte. Risposero poi al mittente ” Grazie di averci ascoltati, vedi se puoi farci avere una purezza stupida” e non completarono mai più il catafalco, pensarono a qualcosa che avesse fondamenta e muraglie spesse per la loro centratura.

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2 thoughts on “Perché (4)

  1. poetella ha detto:

    non so più per quali giravolte sia arrivata qui.
    ma benedico il momento.

    Scoprirti prima delle sei di mattina, con il violin concerto di Tchaikovsky nelle orecchie… è impagabile!

  2. Molesini ha detto:

    Ciao Lucia. Come ti accennavo su facebook mi ha dato un piacere vivo la tua lettura appassionata di Castello. Si tratta di un’esperienza “prosastica”, più strutturata di altre, che ho realizzato in rete, e non segue propriamente le dinamiche del blog. Lavoro all’ombra relativa, partita da un ricordo importante che poi ne importa altri; presunzione, vita e decostruzione del Castello, che è soprattutto, e continua a riscoprirsi, simbolo. Ti ringrazio ancora, benincontrata.

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