Archivio mensile:aprile 2014

Perché (5)

Senza potere la Grazia dunque tutto sgretolerà. Tutto, per sua propria volontà alle prese col riscatto o con la più semplice miseria che fa bisogno di ogni cosa, vede nascersi dentro  i sentimenti peggiori : la cupidigia, segaligna, con i capelli unti (guarda la fotografia) e uno strabismo congenito, intanto. Il risentimento e l’invidia, a braccetto, nei racconti di fama e castrazione di quell’infanta verde e un po’ pia che passa dalla sacrestia alle cucine, con un cincin ai bar dove si fa sempre raggiungere da un ragazzino che chiameremo Pensiero senza rivolgergli  parola. L’ozio. La tirannide. L’indecenza, sdraiata sull’assito in sottoveste lurida tra due seduti a fumare mozziconi.

Uno bianco sporco brutto molto cattivo e uno nero seduto sulla merda, le incrostazioni nei cessi alla turca, giallo minerale a seguire la goccia del rubinetto, peli marcito tartaro aloni di piscio sulle lenzuola beige. Immaginiamo l’odore, l’insetto, gli strati di rogna. Un elenco di volti e corpi deformati, gonfi, sballati dalla colla e in primo piano le bottiglie del gin. Divanetti sbrindellati malcomodi, le molle in vista. E poi le malattie! Un fottìo! Abbiamo tutti qui una congiuntivite seria, pochi denti cariati, il collo grosso o qualche basalioma. Ci sentissi respirare diamo la nota asmatica in espirazione e alla carotide ci salta il battito a samba.

La Grazia maltrattata prende spossata il potere che non voleva ed elimina – finalmente finalistica – tutti questi problemi. Li fa fuori velocemente. Accetta la legge del Padre, la Grazia è diventata grande. Adesso gira in altri film, dove tutto è etereo e sottile e facile, il rispetto dovuto e  nelle fotografie si sorride. La gente seria fa molti soldi per pagarsi l’amore, nessuna sociologia gli ha mai insegnato niente, mangiano la bellezza e la salute a cucchiaiate di gaia prevenzione – ma anche no – e tutto è in forma grande ma nessun Cane le troverà entrambe (cit. inv.)

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Perché (4)

L’amore non erano riusciti a costruirlo. Girava voce che fosse un’entità indimostrabile. Con l’aiuto del progetto “A pezzi” e del  libretto d’istruzioni “Rubato” avevano arrangiato un catafalco ma nessuno ebbe un’idea precisa di cosa trasportare finché non arrivarono le fotografie del mondo amante. Qualcuno di non ben precisato le spediva da un luogo stabile. I motivi del gesto rimangono oscuri. Sappiamo che il mondo amante avrebbe potuto avere l’insignificanza del facile e che i tratti apparenti non avrebbero necessariamente formato attributi riconoscibili a occhio nudo così tutto quello che arrivò arrivò sfuocato.

Non per questo questo ritratto di amante non disse loro nulla, anzi li incitò a rivedere l’impalcatura (anche se non la disfarono) e a toglierle drappi e finiture, almeno fino all’arrivo del disco del mondo amato. Qualcuno di molto noto lo divulgava da un paese lontano. Diceva molti i love you nel centro e ai bordi  di una musica ineffabile e sembrava che le parole fossero l’estensione di questo suono preciso tanto ci stavano bene su. Si guardarono dentro: avevano avuto tutti quella febbre sbagliata. Una purezza scafata prese a cantare:

” non sono tue le domande, cosa domandi a fare. Non sono tue le risposte, a chi rispondi ancora. Guarda come barcolli quando alcun cane abbaia e come cerchi senza luce una fossa la strada e come cerchi cieco le isole del completamento e della direzione e come stai sempre qui a provare a darti un intero nome:  che ti chiamano tutti con quello che è il tuo vero e che è il nome del cane che abita la cuccia del loro pensiero.”

Andarono dalla purezza e la presero a botte. Risposero poi al mittente ” Grazie di averci ascoltati, vedi se puoi farci avere una purezza stupida” e non completarono mai più il catafalco, pensarono a qualcosa che avesse fondamenta e muraglie spesse per la loro centratura.