Cosa c’era dentro (7)

La sciancatura di un pomeriggio pressapoco, quando le ali sbattono.

Si impigliano dappertutto (ci viene detto per loro che non è dato volare) e sui gradini del Castello si scivola. Nei film innumeri delle amicizie sopite solenni le ali ora bloccate palpitano e il vuoto mette le righe che non ha messo lei al posto dei numeri segnate; così pensa alle cattedrali in un silenzio lorchiano, e con loro

c’erano le residue, le pinne e le branchie,  l’apnea e l’isola. Una grandina sola mutaforme camminava lungo il corridoio principale, quello davanti alla porta, e la polvere sollevata tornava giù poco veloce, faceva gli strati come se glielo avessero insegnato a scuola. Quella che è polvere di corrosione e di disfacimento, polpetta incolore, fiocco grigia, materia materia, velume granetto, di pavimento, di rovina, disintegrata era: lei camminante sopra il cavalcavia da una regione all’altra discarica, lunga di sotto una ferrovia ferma con le casse impilate fatte ruggine in piccole aree casuali.

E si capiva che ci avremmo perso il senno, lì, perché nessuno sarebbe venuto a soccorrere : era infatti la zona più deserta della terra, a quell’età, e certamente di lei si moriva. Quindi dentro, lì, da qualche parte, c’era, il senno che avremmo perduto e più in là qualcuno che andava furioso a cercarlo senza mezzi e nemmeno intera.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: