Archivio mensile:novembre 2012

Cosa c’era dentro (5)

Un vacca boia udibile nell’estensione del bar. La gentilezza e l’attenzione non riescono pare ad annullare la questa assertività. E che nel mentre della proposta puretta nascano fiumi di consecutio e si spargano leggende ad alta emotività espressa e di perché  io :  non mi vergogno di niente. Come di sicuro lei sa. E poi certe cose non si toccano, cosa fai di gentile? Ti inventi la mente?

Un vacca boia sfangato, che non crede alle ragazze madri orfiche. Tutto è messo quadrato mentre l’azione semplice si svolge qui e sembra di stare in un film dov’è concesso qualunque agguato basta che smuova la direzione presa. Quindi poi dentro è un travestimento mosso dal  ruolo e l’ennesima riproduzione di scarto, dice una cosa qualsiasi tipo ma è maschio. E bello grasso se ne va nei cantoni dell’esercizio di replica, si accuccia senza dolori all’accondiscendenza che esce da un anfratto a caso della saletta data al mangiare.

Un vacca boia svaccato, nelle molle della comunità balorda che riconosce i Santi Segni. Tu hai osato. Tu osare. E questo a gogna ritorna – non dovevi tornare- e si mutila, si accontenta e si spaventa e sogna. Molta attenzione poi briciole raccattate in posacenere, un freddo senza rilievo appare tiepidare dopo i vetri come saluti alle finestre ma non ha salutato nessuno e non ascolta, mente :  passano i treni, la macchina si sposta, la vita tiene male e regge una commedia fidata, non difficile per quanto assoldata chiusa schifosa gemella patacca gradevole derisa derisa e sporca.