Archivio mensile:ottobre 2012

Cosa c’era dentro (4)

Un signore anziano che le diceva: i valori sono stati perduti. Lei gli chiedeva chi fossero i depositari dei valori. Lui le rispondeva che i depositari dei valori erano i valorosi che avevano lavorato per la fondatezza delle cose. Lei gli chiedeva su cosa le cose andassero fondate secondo i valorosi. Lui le rispondeva che i criteri di fondazione delle cose passavano dal rispetto dei bisogni della gente. Lei gli chiedeva quali fossero i bisogni della gente. Lui le rispondeva che i bisogni della gente erano l’amore e la libertà. Lei gli chiedeva perché l’amore e la libertà non fondassero più i valori. Lui le rispondeva che mancavano i valorosi. Lei gli chiedeva dove fossero andati. Lui le rispondeva che la storia li aveva uccisi. Lei gli chiedeva di cosa fosse fatta la storia. Lui le rispondeva che la storia era fatta da vincitori e vinti. Lei gli chiedeva se i valorosi avessero mai vinto. Lui le rispondeva che avevano vinto molto. Lei gli chiedeva quando avessero iniziato a perdere. Lui le rispondeva che non ricordava bene. Forse c’erano state stagioni. Forse non una piena continuità. Forse la stessa idea di storia poteva essere messa in discussione.

Lei gli chiedeva chi avesse ucciso i valorosi, allora. Lui le rispondeva che il male li aveva uccisi. Lei gli chiedeva perché non l’avesse fatto prima. Lui le rispondeva che prima non c’erano i presupposti. Lei gli chiedeva quali fossero i presupposti. Lui le rispondeva che i presupposti erano nella vanità degli uomini. Lei gli chiedeva da cosa nascesse la vanità degli uomini. Lui le rispondeva che la vanità degli uomini nasceva dalla loro pochezza. Lei gli chiedeva da cosa attingesse la loro pochezza. Lui le rispondeva che la loro pochezza attingeva dalla loro natura animale. Lei gli chiedeva se gli animali fossero vanesi. Lui le rispondeva che no, non lo erano, ma che non potevano essere confrontati all’uomo. Lei gli chiedeva a quale natura si riferisse allora. Lui le rispondeva che si trattava di un ibrido trasformativo. Lei gli chiedeva cos’avesse spinto alla trasformazione. Lui le rispondeva che la trasformazione nasceva dal bisogno di superare circostanze difficili.

Lei gli chiedeva se l’amore, la libertà e il superamento di circostanze difficili fossero bisogni equiparabili. Lui le rispondeva che c’era un processo evolutivo in corso. Lei gli chiedeva perché il processo evolutivo avesse portato alla vanità. Lui le rispondeva che il progresso era stato invalidato dallo sviluppo. Lei gli chiedeva come mai avesse iniziato a dare risposte complesse. Lui le rispondeva che bisognava pur tenere botta.

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